Mercoledì, 15 Febbraio 2017 13:50

NICOLA RESTAURI

di 

 

La famiglia -

Guido Nicola, insieme alla moglie Maria Rosa, nel 1947 avvia l'attività di restauro. Guido frequenta, nel primo dopoguerra, i laboratori dei restauratori: Angelo Abossetti, ed Ettore Patrito. Negli anni cinquanta il laboratorio di Guido e Maria Rosa, riceve le prime commesse da parte delle Soprintendenze. Guido si specializza nel restauro conservativo di tele e tavole e nello strappo di affreschi, Maria Rosa invece si perfeziona nel restauro di opere su carta, pergamena e tessuto.


La passione per il restauro coinvolge anche i figli Gian Luigi e Anna Rosa, che iniziano giovanissimi a collaborare con i genitori. Gian Luigi s'indirizza verso il restauro conservativo di affreschi, opere lapidee e in terracotta e nel recupero di reperti archeologici, soprattutto egizi, Anna Rosa si specializza nel restauro integrativo pittorico su dipinti, sculture e affreschi. Nel 1975 il laboratorio ha un gruppo di allievi che vive con la famiglia Nicola come in una bottega rinascimentale.

 

Nell'azienda oggi lavorano anche i nipoti di Guido e Maria Rosa:

Alessandro, architetto, figlio di Gian Luigi e Gianna, che si occupa della progettazione di restauri e allestimenti e cura i rapporti aziendali con l'estero.

Eleonora, figlia di Anna Rosa e di Nicola, opera sia in laboratorio che in cantiere, nel restauro conservativo di vari manufatti (pietre, terrecotte, affreschi) e nel settore dedicato all'Arte Orientale, su materiale lapideo, metallico e di stoffa.

Marco, il secondo genito di Gian Luigi e Gianna, chimico, ha fondato nel 2005, Adamantio S.r.l. e si occupa di analisi chimiche per i Beni Culturali.

 

 

L'azienda -

La Nicola Restauri nasce nel 1988All'interno del laboratorio si generano quattro ditte artigiane ognuna con una propria vocazione e specializzazione. Guido, Gian Luigi, Anna Rosa, lavorano con i rispettivi coniugi e il nipote di Guido, Giuseppe Chiappino

 

L'azienda dispone di un laboratorio che si sviluppa su oltre 3500 metri quadrati di superfice, dove l' interno è organizzato in vari reparti, attrezzati per i diversi interventi:

  • ampi e luminosi saloni per il restauro di dipinti antichi e contemporanei di grande e grandissimo formato
  • un gabinetto fotografico
  • un archivio in cui sono custodite le testimonianze di oltre 60 anni di lavori, che contiene stampe fotografiche e negativi sia in B/N che a colori, diapositive a colori, fotocolor (lastre a colori), annotazioni grafiche a frottage su carta velina (A4), rilievi su lucido, relazioni tecniche, schede di restauro, quaderni di lavoro con note e appunti grafici, pubblicazioni locali destinati alle analisi strumentali non invasive ai Raggi X, all'Infrarosso e all'Ultravioletto
  • spazi attrezzati in sicurezza, con aspiratori di vario genere per la pulitura e la verniciatura dei dipinti, autoclavi per la disinfestazione anossica e per l'impregnazione sottovuoto
  • locali per il deposito delle opere
  • una falegnameria
  • magazzini per la logistica

 

Alessandro Nicola, ha concesso gentilmente a PTG, una breve intervista:

La vostra attività, tramandata da generazioni, segue ora tecniche innovative, ma è sempre opera dell'uomo il risultato finale, con la sua manualità e un intervento meticoloso?


Mi rendo conto che, in un mondo sempre più automatizzato, questo possa sembrare anacronistico ma è proprio così, non esistono (ancora) fortunatamente tecnologie così sofisticate da sostituire l'esperienza e la manualità dell'uomo. la tecnologia indubbiamente aiuta, soprattutto nella fase analitica delle problematiche conservative, ma quando si passa ad una fase di sintesi operativa direi che l'uomo è di gran lunga ancora avanti rispetto alla macchina.

 

I problemi di opere seriamente danneggiate necessitano di interventi particolarmente minuziosi, l'errore umano esiste, quanto incide sulla vostra attività?


Diciamo che il concetto di errore esiste in qualunque disciplina e quindi anche nel restauro. esiste però una fondamentale differenza tra un errore nel campo del restauro o della medicina ad esempio ed un errore che si può fare in altri campi; nel restauro, infatti, non esiste sempre la possibilità di rimettere indietro le lancette dell'orologio ed eseguire nuovamente l'intervento dall'inizio. è pertanto necessario, prima di iniziare a lavorare eseguire una accurata diagnosi che deve fornire sin dal principio le risposte ai problemi che si presenteranno durante il lavoro. sembra banale ma non è così; nel mondo di oggi il lavoro meno remunerativo è paradossalmente l'attività di studio e ricerca, e questo si sposa male con la necessità di dover rispondere a problematiche sempre diverse e che richiedono soluzioni mai identiche.

 

Quanto è difficoltoso il recupero e il trasporto di opere ritrovate sotto le macerie di un terremoto?


Il recupero e il trasporto sono eseguiti in due momenti diversi: il recupero è eseguito, purtroppo, non sempre da persone che sanno maneggiare le opere d'arte (mi rendo conto che non possa essere che così, perchè in situazioni di emergenza vengono richiamate persone con formazione eterogenea) e questo a sua volta può generare problemi di conservazione. Le opere recuperate vengono trasportate in centri sicuri per eseguire una verifica finale e controllare tramite una schedatura, lo stato di conservazione al fine di creare una lista di priorità negli interventi di restauro; successivamente si procede con la movimentazione delle opere danneggiate ; è evidente che movimentare un' opera danneggiata è molto più pericoloso che movimentare un' opera sana poichè si richiede una attenzione minuziosa per verificare che tutte le parti dell'opera siano in condizioni di sicurezza.

 

Vi siete offerti di restaurare opere d'arte ritrovate e recuperate nelle zone dell'ultimo terremoto in Italia, raccontateci della vostra iniziativa per salvarle?

 

Quando accadono catastrofi che oltre alle persone, che naturalmente vengono al primo posto, coinvolgono anche edifici storici ed opere d'arte, ci sentiamo ovviamente molto coinvolti e spinti a dare un nostro contributo. Lo aveva fatto il nonno, Guido Nicola, nel 1966 a Firenze a seguito dell'alluvione, lo avevamo fatto tutti noi insieme ai nostri collaboratori la mattina seguente al drammatico incendio nel Palazzo Reale e nella Cappella Guariniana della Sindone a Torino, e dal 2009, a seguito del sisma in Abruzzo oltre a realizzare a titolo gratuito il restauro di un grande dipinto di Giulio Cesare Bedeschini , in gravissime condizioni proveniente dalla Chiesa di S.Francesco da Paola a L'Aquila, ci siamo fatti portavoce per la ricerca di fondi per salvare molte altre opere abruzzesi attivandoci attraverso varie iniziative, mostre, visite guidate in laboratorio, cene di beneficenza.

Grazie all' Arch. Alessandro Nicola

 

Nicola Restauri s.r.l.

www.nicolarestauri.org

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