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Giovedì, 24 Ottobre 2013 19:41

Ottobre Rosa

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Ottobre Rosa

Prevenzione del tumore al seno, a Torino la prevenzione è importante! 

 

 

 

Dal 25 al 31 ottobre 2013, Torino -

 

"Gomitolo Rosa" Il filo che unisce" -

 

In tutto il mondo si cerca di richiamare l'attenzione sul problema di una corretta informazione sul valore della prevenzione del tumore al seno, dedicando il mese di ottobre alla divulgazione dei programmi di screening. Ad ottobre palazzi, statue ed edifici, in Italia e nel mondo, si tingono di rosa per la campagna ideata negli Stati Uniti da Evelyn Lauder e promossa in oltre 70 nazioni con grande impatto emotivo e forte richiamo dell'attenzione sul problema: Torre Eiffel a Parigi, cara Bianca a Washington DC, Arena a Verona ecc...

 

A Torino sarà illuminata la Mole Antonelliana, simbolo della Città, dal lato di Via Verdi, grazie al contributo della Città di Torino e della IREN. Le Volontarie A.N.D.O.S il 26 e 27 ottobre, saranno in Piazza Castello lato via Roma e distribuiranno materiale informativo ai cittadini.

 

Il 31 Ottobre nella sala delle Colonne di Palazzo Civico alle 18, per la chiusura di Ottobre Rosa, sarà presentato il progetto "Gomitolo Rosa- Il filo che unisce" per indicare che anche se il mese è terminato la prevenzione continua per tutto l'anno tenendo uniti i Centri di Screening, Associazioni ed Istituzioni con un lungo filo che si snoda in tutto il territorio nazionale.

 

L'iniziativa ha il patrocinio per l'alto valore simbolico e sociale di Regione, Consiglio Regionale, provincia, Città di Torino, Consulta Regionale delle pari opportunità, Croce Verde. Tra le donne, il tumore della mammella è il più frequente, rappresentando il 29% di tutti i tumori, seguito dai tumori del colon-retto (14%), del polmone (6%), del corpo dell’utero (5%) e della tiroide (5%). Circa 1 donna su 8 rischia di ammalarsi di cancro al seno nell'arco della sua vita, nell'uomo è molto più basso ed è stimato in 1 uomo su 521 ( 1 donna su 17 per k colon e 1/36 per il K polmone).

OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità, segnala circa 200.000 nuovi casi in Europa e 184.000 negli USA mentre in Asia ed in Africa l'incidenza è minore, in Italia vi sono 40.000 nuovi casi anno con circa 11.000 decessi anno.

 

Il Registro tumori segnala che ogni anno a Torino si ammalano di tumore al seno 92 donne ogni 100.000, 95/100.000 a Genova, 99/100.000 a Varese, mentre scende al centro sud : 52/100.000 a Latina e 68 /100.000 a Ragusa. La differenza può essere imputabile a una minore esposizione ai fattori cancerogeni (fumo di tabacco, inquinamento ambientale ecc.), a maggiori fattori protettivi (diverso stile di vita, maggior numero di gravidanze), ma anche ad una minore diagnosi per minore diffusione dei programmi di screening.

 

Per quanto il tumore al seno sia in aumento (gli epidemiologi stimano un ulteriore incremento nel tempo di circa 46.300 nuovi casi nel 2012; 51.500 nel 2020 e 55.100 nel 2030), emerge una riduzione della mortalità statisticamente significativa, oggi 87% delle donne con tumore al seno è viva dopo 5 anni. L’aumento di incidenza è un fenomeno complesso e può essere attribuito a diversi fattori, tra i quali l’aumentata esposizione ai fattori di rischio e il costante invecchiamento della popolazione italiana, dovuto, in parte alla riduzione delle nascite e per la gran parte dovuto alla riduzione globale della mortalità e complessivo allungamento della vita media, incremento rilevante e continuo nel tempo.

 

La diffusione su larga scala in Italia dei programmi di screening mammografico, dalla seconda metà degli anni ’90, ha contribuito a determinare una riduzione della mortalità specifica con una diminuzione degli interventi di mastectomia e con una modesta e del tutto accettabile quota di sovra diagnosi. Dalla fine degli anni Ottanta si osserva una moderata, ma costante, tendenza alla diminuzione della mortalità per carcinoma mammario (–1,7% anno stimabile globalmente in circa 11%) attribuibile ad una più alta sensibilità e anticipazione diagnostica e ai progressi terapeutici.

 

Oggi una donna colpita da carcinoma mammario , se aderisce correttamente ai programmi di screening dimezza il suo rischio di morire per questo tumore e ha circa il 39% di probabilità di vivere a lungo rispetto a 20 anni fa. Di qui l'importanza della prevenzione informando correttamente sulla differenza tra prevenzione primaria, che riduce l'incidenza dei tumori agendo sulle cause, e la prevenzione secondaria che aiuta a fare una diagnosi precoce e tempestiva dei tumori già presenti, ovvero prima che diventino incurabili. 

 

A quest'ultima appartengono i programmi di screening mammografico. Più precoce è la diagnosi di malattia più efficace e meno invasiva è la terapia e maggiore la probabilità di vivere a lungo senza che vi siano ricadute con una buona qualità di vita e una maggiore riduzione della mortalità per tumore. Ridurre la mortalità specifica e aumentare le opzioni terapeutiche è l’obiettivo principale dei programmi di screening della mammella, del colon-retto e della cervice uterina. Anche per il 2012 il carcinoma mammario rappresenta la prima causa di morte per tumore nelle donne, rappresentando il 28% delle cause di morte oncologica prima dei 50 anni, il 21% tra i 50 e i 69 anni e il 14% dopo i 70 anni.

 

Paura e disinformazione sono pericolose e possono ancora oggi indurre la donna a chiedere aiuto troppo tardi sia per timore della malattia e delle cure correlate, che considera tossiche e potenzialmente mutilanti, sia per sfiducia nella capacità predittiva dei sistemi diagnostici, attribuendo talvolta ad errore diagnostico ciò che invece è legato alla natura aggressiva e rapidamente evolutiva del tumore stesso; non meno pericolosa è la mala informazione troppa rassicurazione sulla assoluta guarigione divulgata dai mass media, che può creare troppa sicurezza e conseguente noncuranza.

 

Fonte: Presidente A.N.D.O.S Onlus Comitato di Torino Coordinatore A.N.D.O.S. Onlus Nazionale D.ssa Fulvia PEDANI

 

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