arte

Giovedì, 29 Ottobre 2020 14:17

LA GIOSTRA DI NINA

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La giostra di Nina, Valerio Berruti alla Reggia di Venaria

 

 

La giostra di Nina di Valerio Berruti alla Reggia di Venaria a partire da venerdì 30 ottobre 2020 fino al 31 gennaio 2021 -

 


La Galleria Grande della Reggia di Venaria, complesso barocco alle porte di Torino dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, sposa l’arte contemporanea ospitando La giostra di Nina, l’installazione dell’artista Valerio Berruti.


Valerio Berruti è noto per le sue immagini essenziali ispirate al mondo sospeso dell'infanzia, il momento della vita in cui tutto deve ancora avvenire. L’artista utilizza diverse tecniche: dall’affresco alla scultura passando per la videoanimazione formata da disegni uniti in sequenza. La giostra di Nina è una scultura del diametro di 7 metri ispirata agli antichi caroselli, che l’artista ha plasmato personalmente. Al posto dei classici cavalli è composta da uccellini, simbolo di quotidianità e anche di libertà, affiancati a protagonisti destinati a spiccare il volo. La giostra di Nina è il simbolo dell’omonimo progetto cinematografico di Valerio Berruti composto da circa 3.000 disegni realizzati a mano e uniti in sequenza fino a diventare fotogrammi di un video.

 

Il corto animato, coprodotto da Sky Arte con la colonna sonora appositamente scritta da Ludovico Einaudi,è stato presentato lo scorso anno in anteprima assoluta al MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo in occasione della Festa del Cinema di Roma. Attualmente il cortometraggio, che sarà visibile alla Reggia insieme alla grande scultura, sta partecipando ai principali festival di cinema internazionali riscuotendo un grande successo: dal Chicago International Children’s Film Festival al prestigioso Tirana International Film Festival fino alla vittoria, nella categoria corti animati, della prima edizione del KINNO Film Festival di Mosca.

 

La scultura è esposta al pubblico nello scenario fiabesco della Reggia di Venaria permettendo a tutti di ammirarla e ascoltare la colonna sonora composta da Ludovico Einaudi attraverso un carillon meccanico. Perché, come spiega Berruti: «ho voluto creare una scultura che ospitasse i bambini, non solo che li rappresentasse. I bambini fanno parte di questo lavoro, come in una performance collettiva: ogni volta che la giostra partirà, sarà un’opera diversa, con emozioni diverse, una generatrice di performance. E pensare che il mio lavoro possa dialogare alla Reggia con la straordinaria architettura dello Juvarra è una grande emozione anche per me». Insieme alla grande opera partecipativa e al cortometraggio animato, saranno esposti alcuni fotogrammi che compongono la videoanimazione.

 

Valerio Berruti è nato ad Alba nel 1977. L’artista utilizza l’antica tecnica dell’affresco, la scultura e la videoanimazione per creare immagini essenziali, ispirate al mondo sospeso dell'infanzia, il momento della vita in cui tutto deve ancora avvenire. Nel 2009 partecipa alla 53a Biennale di Venezia dove ha presentato una video animazione, con la musica di Paolo Conte, composta da 600 disegni affrescati. Nel 2011 il suo video Kizuna, esposto al Pola Museum di Tokyo con la colonna sonora appositamente scritta da Ryuichi Sakamoto, è diventato un progetto benefico per la ricostruzione del Giappone dopo la devastazione dal terremoto. L’anno successivo ha vinto il premio internazionale Luci d'artista di Torino e ha realizzato un’opera permanente di land art alla Nirox Foundation di Johannesburg.

 

Nel 2018 inizia a lavorare al cortometraggio animato, coprodotto da Sky Arte, La giostra di Nina con la colonna sonora di Ludovico Einaudi. La grande giostra viene esposta nell’autunno del 2018 nella Chiesa di San Domenico di Alba e nel 2019 al MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo mentre il cortometraggio, dopo l’anteprima assoluta alla Festa del Cinema di Roma, sta tuttora partecipando ai principali festival cinematografici internazionali.

 

Durante il lockdown l’artista si impegna nel progetto L’abbraccio più forte regalando un proprio disegno a chiunque effettuasse una donazione di almeno 300 euro alla Fondazione Nuovo Ospedale Alba-Bra Onlus. L’iniziativa si è conclusa con la realizzazione di 768 disegni e ha raccolto oltre 250 mila euro utilizzati per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Lo scorso luglio Berruti è stato nominato dal sindaco Carlo Bo “ambasciatore di Alba nella rete creativa Unesco” per valorizzare il rapporto tra Alba - Creative City of Gastronomy Unesco e il circuito internazionale di Città Creative.

 

 

Soliti considerare regge e residenze un luogo di potere e di sfarzosi cerimoniali a questo legati, spesso si ci dimentica che essi furono anche uno spazio dove si svolsero giochi di diverso tipo. 

 

Da una parte, infatti, sovrani e cortigiani giocavano essi stessi durante feste e ricevimenti. Si trattava soprattutto di giochi di carte: lunghe partite durante le quali, per far scorrere meglio il tempo, venivano serviti rinfreschi ed organizzati concerti. 

 

Dall’altra parte, frequenti erano i giochi legati alla presenza di giovani principi e principesse.

 

 

 

 

Alla Reggia di Venaria sono diverse le testimonianze di pratiche ludiche. In essa, infatti, i giovani componenti della dinastia potevano non solo andare a cavallo ed a caccia (pratica assai amata anche da molte principesse, che vi trovavano una compensazione all’impossibilità di combattere), ma anche compiere lunghe passeggiate, che spesso si concludevano nell’amato labirinto juvarriano, dove giocavano a nascondino o a moscacieca. Jeu de paume (l’antenato del tennis), pallone al bracciale, volano, biliardo, scacchi: questo il ventaglio variegato, ma insieme classico dei giochi praticati, per esempio, dai figli e dalle figlie di Carlo Emanuele III alla metà del Settecento, come emerge dalla lettura delle loro corrispondenze.

Per giocarli non si esitava ad usare spazi aulici quali le gallerie juvarriane di Palazzo Reale e di Venaria. «Dans le moment que … il pleuvait à grands flots», scriveva nell’ottobre del 1745 la quindicenne principessa Felicita, «nôtre promenade ce soir sera la galerie de Beaumont et nous y jouerons au palet», ossia a bocce. Un uso decisamente poco aulico della galleria che un secolo dopo Carlo Alberto avrebbe trasformato nell’Armeria Reale.

Ormai ventiquattrenne e prossimo al matrimonio era, invece, il duca di Savoia Vittorio Amedeo quando, il 31 maggio 1749, raccontava d’essersi stato alcuni giorni a Venaria e che, poiché il tempo non gli permetteva di uscire, egli era chiuso «dans la gallerie» per giocare «tantôt à la balle tan­tôt au bal[lon]», con scarsa preoccupazione, evidentemente, delle numerose vetrate.

 

Con l’allestimento della Giostra di Nina nella Grande galleria, il celebre e celebrato spazio juvarriano si ricollega quindi, in chiave moderna, a quella dimensione ludica che non le fu estranea dei secoli d’oro della sua lunga storia. Andrea Merlotti, Direttore del Centro studi del Consorzio Residenze Reali Sabaude.

 

La giostra di Nina di Valerio Berruti alla Reggia di Venaria.
A cura di Guido Curto.
La mostra è realizzata grazie al contributo di Lavazza.
Il cortometraggio, prodotto da Valerio Berruti e Sky Arte, è sostenuto da Film Commission Torino
Piemonte - Short Film Fund.
L’opera è inserita nel percorso di visita del Piano nobile della Reggia.
Per informazioni: www.lavenaria.it - tel. +39 011 4992333


Fonte: Uff Stampa Reggia di Venaria

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